Consultazioni pubbliche

Proposta di piano biennale sulla Verifica dell'Impatto Regolatorio 2025-2026 - Procedura di consultazione

Il d.p.c.m. 169/2017 "Regolamento recante disciplina sull'analisi dell'impatto della regolamentazione, la verifica dell'impatto della regolamentazione e la consultazione", prevede che ciascuna amministrazione predisponga, con cadenza biennale, un “Piano per la valutazione e la revisione della regolamentazione” degli atti normativi adottati che intende sottoporre a verifica di impatto. La consultazione costituisce strumento utile a coadiuvare l'organo di vertice nell'individuare i fabbisogni regolatori nell'ambito della gestione del ciclo delle politiche pubbliche.

La verifica dell'impatto regolatorio (VIR) consiste nella valutazione del grado di raggiungimento delle finalità sottese al provvedimento normativo oggetto di osservazione, nonché nella stima degli effetti prodotti su cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.

La finalità della verifica, dunque, è di fornire, con riguardo a provvedimenti normativi per i quali vi è già stato un sufficiente grado di implementazione, informazioni sull’efficacia e sull’impatto concretamente prodotto sui destinatari, anche al fine di valutare possibili revisioni della regolazione in vigore, proponendo interventi di integrazione, modifica o abrogazione come prevede l'art. 2, comma 5, del Regolamento n.169.

La verifica viene effettuata attraverso un percorso trasparente di valutazione, basato sull'evidenza empirica in merito alla perdurante utilità del provvedimento normativo oggetto di analisi.

Il piano biennale VIR è predisposto dall’Ufficio legislativo sentito il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri ed è adottato tenendo conto degli esiti di consultazione aperta, previa verifica da parte del Dipartimento.

La procedura si articola in un duplice passaggio e, attualmente, la consultazione si apre solo per la prima fase, per la preliminare verifica dei provvedimenti da sottoporre a VIR.

Nella prima fase di consultazione della durata di quattro settimane, chiunque abbia interesse può inviare contributi riguardanti:

  • gli atti inclusi nel piano
  • l'applicazione dei criteri di cui all'art. 12, comma 7, del d.p.c.m. 169/2017 per la selezione dei provvedimenti significativi e rilevanti in relazione agli obiettivi perseguiti dalle politiche pubbliche
  • le proposte di ulteriori diversi atti da sottoporre a valutazione, prima che il piano sia definitivamente adottato.

La partecipazione alla procedura di consultazione potrà avvenire inviando i propri contributi al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected], dal 16/05/2025 fino al 15/06/2025.

 

Schema piano VIR 2025-2026 Ministero dell'università e della ricerca

L'articolo 14-bis del Decreto-legge n. 152/2021 convertito in L. 233/2021, definisce e regolamenta i “Patti territoriali dell'alta formazione per le imprese”, con l'obiettivo di creare percorsi di studio innovativi e specializzati che rispondano alle esigenze del settore produttivo locale, promuovendo la collaborazione tra Università, enti locali e imprese per formare profili professionali ad alta specializzazione, soprattutto in aree STEM, nelle regioni Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia.

Obiettivo: promuovere l'offerta formativa di corsi universitari finalizzati alla formazione delle professionalità, anche a carattere innovativo, necessarie allo sviluppo delle potenzialità e della competitività dei settori e delle filiere in cui sussiste mancata corrispondenza tra domanda e offerta di lavoro, con particolare riferimento alle discipline STEM - Science, Technology, Engineering and Mathematics, anche integrate con altre discipline umanistiche e sociali.

Attori Coinvolti: Università, imprese, Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) e altre istituzioni (associazioni di categoria, enti locali, etc).

Modalità di realizzazione: stipula di accordi pluriennali (Patti) tra università pubbliche, private e altri soggetti pubblici e privati per realizzare progetti formativi specifici.

Territori coinvolti: È rivolto a regioni che presentano valori inferiori alla media nazionale in determinati parametri (ad es. occupazionali): Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia.

I Patti sono proposti dalle Università, in forma singola o associata, e prevedono iniziative finalizzate all’incremento del numero di studenti iscritti ai corsi nelle discipline previste dal Patto e del tasso di occupazione dei laureati nelle filiere produttive correlate, anche in relazione al tempo intercorso dalla laurea, al fine di garantire la rispondenza dell'ampliamento dell'offerta didattica rispetto alle esigenze del mercato del lavoro e l'innalzamento della qualità della formazione e della relativa attività di ricerca. 

I tre Patti della prima edizione sono stati proposti dalle Università di:

- Calabria (capofila) e Basilicata;

- Enna Kore;

- Salento (capofila), Bari “Aldo Moro”, Foggia, Politecnico di Bari e Libera Università Mediterranea “Giuseppe Degennaro”;

I tre Patti prevedono Corsi di Laurea, Alta formazione e Master di I e II livello volti a:

1) ampliare l’offerta formativa universitaria integrando attività di ricerca, sviluppo e innovazione e interdisciplinarità dei corsi per formare professionalità a carattere innovativo e rafforzare la competitività di settori e filiere produttive con maggiore gap tra domanda e offerta di lavoro.

2)Facilitare la transizione dei laureati nel mondo del lavoro attraverso la formazione continua e la promozione del trasferimento tecnologico delle piccole e medie imprese.

3)Potenziare i processi di internazionalizzazione per aumentare il tasso di crescita delle filiere produttive connesse alle discipline STEM.

4)Facilitare il dialogo tra mondo accademico e contesto imprenditoriale locale, anche per ridurre i gap territoriali e di genere e per offrire maggiori opportunità alle persone laureate, nei territori in cui si sono formati.                           

Al fine di stimolare la partecipazione alla consultazione pubblica, vengono proposti i seguenti quesiti a cui si può rispondere, inviando un messaggio di posta elettronica al seguente indirizzo:  [email protected], entro il 16 febbraio 2026. Possono essere inviate anche osservazioni o riflessioni sui Patti territoriali che esulano dai quesiti sotto riportati.

 

QUESITO 1)

Hai avuto notizia di nuovi percorsi formativi nelle discipline STEM-Science, Technology, Engineering and Mathematics – anche integrate con altre discipline umanistiche e sociali - attivati dalle Università della Puglia, dall’Università della Calabria e della Basilicata, e dall’Università di Enna “Kore”?

QUESITO 2)

Ritieni che i percorsi formativi attivati siano funzionali a formare nuove professionalità necessarie a rafforzare il tessuto economico produttivo dei territori di riferimento?

QUESITO 3)

Ritieni che i percorsi formativi attivati possano rendere maggiormente attrattiva l’offerta formativa delle università dove si svolgono i corsi?

QUESITO 4)

Ritieni che i percorsi formativi, una volta conclusi, contribuiscano ad offrire ai corsisti, tempestivamente, concrete opportunità di occupazione nei territori di riferimento?