Prima Giornata nazionale dello Spazio

Messa: grande impegno del MUR per ricerca e formazione nel settore

Gli impegni del ministero dell’università e della ricerca, nell’ambito della ricerca con particolare riguardo allo spazio, nascono molto tempo fa e stanno aumentando nel tempo” ha detto il ministro, Maria Cristina Messa, in ASI nel corso della prima Giornata nazionale dello Spazio. “Il ministero finanzia interamente con circa 800 milioni di euro i programmi opzionali sottoscritti nel corso del Consiglio ministeriale di Lucerna del 2016. In maniera strutturale, invece, finanzia gli enti di ricerca e approssimativamente ogni anno investe circa 700 milioni di euro per la ricerca in questo settore. In Horizon2020 il nostro Paese ha avuto, come ritorno, 91 milioni di euro, il 13% circa del budget disponibile per il comparto spazio. È un ritorno che rende conto di come questi soldi che l’Italia investe nella ricerca hanno un ritorno e un impatto immediato anche dalla competizione europea”.

Ciò che vogliamo fare da oggi – ha aggiunto il ministro – è seguire il filo rosso di questa ricerca: essendo in vari enti, Università, industria rischia di perdersi, di non dare conto di quanto viene fatto. Il ministero si fa collettore di tutto quello che viene prodotto, considerando che è una ricerca che attraversa tutti i settori, dalla fisica di base alle applicazioni, con interlocutori molto variegati”.

La ricerca è sicuramente alla base di tutta una serie di innovazioni e di miglioramenti continui, alcuni anche impensabili, ma non può farsi senza la formazione.  Il tema della formazione è fondamentale. Questo PNRR deve servirci a ristabilire il ruolo fondamentale delle competenze lavorando per rendere più accessibile e attrattivo per gli studenti il mondo dell’Università e per permettere agli atenei di elaborare corsi più innovativi. Andare all’estero è fondamentale ed è giusto avere esperienze internazionali, però dobbiamo poi riuscire a dare opportunità ai giovani che vogliono portare avanti in Italia la propria ricerca, e questo è un grande compito che abbiamo in questo momento” ha proseguito il ministro.

“Gli incentivi per i giovani a stare o tornare in Italia a lavorare sono diversi. Il primo riguarda la possibilità di fare carriera su cui stiamo lavorando con un disegno di legge oggi al senato. Il secondo è di avere i finanziamenti per queste posizioni e in legge di bilancio abbiamo previsto un aumento progressivo del Fondo ordinario dell’Università, destinato in gran parte per il reclutamento, che parte da 250 milioni per il 2022 e arriva a oltre 800 milioni nel 2025. Il terzo punto è avere programmi e infrastrutture per fare ricerca e nei prossimi 5 anni, per questo, puntiamo molto sulle risorse del PNRR. Questi sono tutti meccanismi che possono fare restare i giovani in Italia. Poi c’è il tema della valorizzazione nel mondo del lavoro: potremo formare sempre di più e sempre meglio, ma se poi i giovani non vengono valorizzati, anche economicamente, in maniera paragonabile a quello che avviene nel resto dell’Europa, loro andranno dove viene offerto di più, dato che sono cittadini del mondo” ha concluso il ministro.