
L’Italia attraversa una fase decisiva del proprio sviluppo, nella quale la solidità della base industriale e l’eccellenza del patrimonio scientifico nazionale rappresentano leve strategiche per sostenere crescita, competitività e benessere diffuso. In questo quadro, l’ecosistema nazionale della ricerca e del trasferimento tecnologico — composto da università, enti pubblici di ricerca, fondazioni, organismi di ricerca e centri specializzati — costituisce una risorsa primaria, il cui pieno potenziale richiede una visione unitaria, sinergica e sistemica lungo l’intera filiera della valorizzazione della conoscenza.
Il rafforzamento del rapporto tra ricerca e sistema produttivo assume pertanto un valore centrale. L’eccellenza italiana, in particolare nelle discipline STEM, offre una base autorevole per costruire un modello di sviluppo più innovativo, capace di trasformare il sapere scientifico in progresso economico, capacità produttiva e impatto sociale. La vitalità del sistema scientifico nazionale, testimoniata dalla crescita della produzione di ricerca di eccellenza, costituisce un patrimonio di straordinario valore per il sistema produttivo e un’opportunità concreta per stimolare investimenti, valorizzare la dimensione brevettuale, rafforzare il trasferimento tecnologico e accrescere il ritorno economico e industriale della conoscenza. Permane tuttavia il paradosso di un’elevata produzione scientifica cui non corrispondono ancora, nel sistema pubblico, livelli di brevettazione e ritorni economici comparabili a quelli dei principali competitor europei. In tale prospettiva, le imprese sono chiamate ad assumere un ruolo centrale, intensificando gli investimenti in ricerca, capitale umano e relazioni tecnologiche, mentre la ricerca può trovare nel tessuto imprenditoriale un interlocutore dinamico per trasformare risultati e invenzioni in vantaggio competitivo, nuova imprenditorialità e sviluppo delle filiere. Accanto ai settori tradizionali del Made in Italy, questa integrazione può rafforzare il posizionamento nazionale negli ambiti tecnologici emergenti e strategici, contribuendo alla modernizzazione del sistema economico-produttivo e alla qualità dell’occupazione.
È in questo orizzonte che si colloca l’Atto di indirizzo strategico: rafforzare stabilmente la valorizzazione della conoscenza e promuovere un’autentica osmosi tra ricerca e impresa, affinché l’eccellenza scientifica italiana si traduca in sviluppo diffuso, duraturo e coerente con le grandi riforme in atto, a beneficio della competitività del Paese e della crescita del suo tessuto imprenditoriale.
Decreto Interministeriale MUR - MIMIT n. 913 del 23 giugno 2026
Decreto di approvazione dell'atto di indirizzo strategico 2026 - 2028 in materia di valorizzazione della conoscenza e del trasferimento tecnologico
Mercoledì 23 giugno
MIMIT-MUR: Urso e Bernini firmano atto di indirizzo strategico 2026–2028 per la valorizzazione delle conoscenze e il trasferimento tecnologico